La noche de Bariloche
Salve gente! scusate l’assenza, ma qua mica è tanto facile trovare il tempo e i mezzi tecnici per scrivere e caricare le foto sul sito… si fa quel che si può! Comunque stiamo tutti bene, niente paura!
Salve gente! scusate l’assenza, ma qua mica è tanto facile trovare il tempo e i mezzi tecnici per scrivere e caricare le foto sul sito… si fa quel che si può! Comunque stiamo tutti bene, niente paura!
Oggi tappa relativamente facile, si tratta di arrivare a Bariloche, grande centro turistico patagonico che dista circa 200 km da dove siamo noi. Lì troveremo qualcosa da fare per il veglione di capodanno.
Facciamo una fila interminabile all’unico distributore di carburante del paese e partiamo alla spicciolata, divisi in piccoli gruppetti più o meno indipendenti. Tanto per cambiare il paesaggio è splendido, con la strada che si snoda lungo un grande lago tra le gole dei monti. Ci fermiamo spesso a fare fotografie e conversazione con gli argentini che ci avvicniano incuriositi nelle piazzole di sosta.
La giornata di oggi è stata faticosa, impegnativa e forse proprio per questo molti di noi la sentono come la prima vera giornata di questo viaggio.
Cominciamo lasciando Angol di buona mattina, sapendo che la tappa sarebbe stata lunga: circa 350 chilometri di cui parte di strada non asfaltata, nel punto in cui si passa la frontiera tra il Chile e l’Argentina. Il primo tratto di strada si mostra piacevole e scorrevole, tra lunghi rettilinei e tratti più sinuosi, in una vegetazione che ricorda le zone montane europee. Si fa sosta per mangiare a Pucòn, un posto molto turistico che potrebbe benissimo essere scambiato per una località sciistica dell’Austria. Moltissimi turisti in giro, cileni o stranieri come noi, basta guardare le auto per le strade o gli edifici per capire che il tenore di vita è ben diverso da quello incontrato fino a quel momento.
Oggi è il gran giorno: si ritirano le moto dalla dogana portuale. Purtroppo non si potrà prenderle prima delle quattro di pomeriggio, per cui la mattina è sostanzialmente libera. Alcuni, tra cui chi scrive, scelgono di andare lungo il mare a vedere i mastodontici leoni marini e i pellicani, che affollano la zona del mercato del pesce in attesa che qualche pescatore tiri loro gli scarti della pulizia dei pesci.
Abbiamo anche il tempo di cambiare gli euro con la moneta locale, la peseta, e di espletare le varie procedure per l’assicurazione delle moto, la cassa comune, ecc.
Grazie al nostro mitico coordinatore nel primo pomeriggio ci dicono che tutto è pronto per prendere le moto. Ci ammassiamo nel nostro furgone (nel frattempo è arrivato il mezzo d’appoggio) e ci precipitiamo al porto commerciale di Talcahuano. Ancora un po’ di scartoffie all’ufficio dogana e finalmente siamo davanti al nostro container, posato in un piazzale di fronte a un piccolo esercito di doganieri e manovali piuttosto incuriositi.
(continua…)
La mattinata di oggi e’ stata dedicata a un attivita’ molto poco motociclistica e ancor meno avventurosa: lo shopping ossessivo compulsivo nel super centro commerciale di Talcahuano.
Non avendo molto da fare -le moto le potremo sdoganare solo domani- abbiamo deciso di andare in uno dei pochissimi posti aperti anche la domenica, un mega mall pieno di negozi assolutamente indistinguibili da quelli che normalmente si troverebbero in Italia, tranne che per una importantissima differenza: i prezzi mediamente piu’ bassi del 40% e piu’. Ovviamente e’ scattata la rincorsa all’affarone e dopo poche ore eravamo carichi di buste piene di scarpe da ginnastica e da trekking, magliette, jeans occhiali da sole ecc., tutto rigorosamente di marca. Faremo un figurone sulle nostre moto con le buste Prada legate dietro! Apriamo e chiudiamo velocemente una parentesi su me e SirJo, che per motivi simili ma diversi non abbiamo trovato la taglia di Levi’s adatta a noi… maledetti cileni nani e smilzi!!
Il viaggio è finalmente cominciato! O almeno lo è per la maggior parte di noi.
Il problema è che, mentre scrivo queste righe da un albergo di Concepciòn, sette di noi sono ancora a Madrid, a 14 ore di volo di distanza da qui, incolpevoli vittime di una maledetto portellone dell’Iberia!
Facciamo un passo indietro… ieri il mio sotto-gruppo si è riunito a Fiumicino per prendere il volo Roma-Madrid delle 13. Il volo è partito con un’ora di ritardo per colpa del portellone del vano cargo dell’aereo, che per un guasto andava aperto e chiuso con procedure manuali dal personale di terra, con conseguente perdita di tempo. Poco male per noi, visto che la coincidenza Madrid verso Santiago del CHile partiva a mezzanotte, quindi parecchie ore dopo. Anche il gruppo da Milano non ha avuto noie particolari, raggiungendoci a Madrid nei tempi previsti.
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