Patagonia (epilogo)
E’ già da qualche giorno che mi arrovello alla ricerca di un modo per chiudere degnamente questo racconto di viaggio.
Qualcosa che trascenda la cronaca quotidiana, che faccia da epilogo a questa indimenticabile avventura.
Il modo migliore è forse quello di partire da una domanda che mi sono posto più di una volta: perché proprio la Patagonia? Perché non l’Asia, il Nordafrica, l’Australia, gli USA…?
Ho ancora un SMS che Alessandro mi mandò alcune settimane prima di partire. Dice più o meno "ma ti rendi conto di dove stiamo per andare?"
Ora lo so: no, non mi rendevo conto.
Il problema con la Patagonia è che è difficile identificarla con dei luoghi o delle attrazioni precise. Sulle Ande per esempio c’è Machu Picchu e il deserto Boliviano, il lago salato e le linee di Nazca.
In Patagonia non c’è nulla di così immediatamente identificabile, fatta forse eccezione per il ghiacciaio del Perito Moreno.
Parlando di questo viaggio con le persone che c’erano già state in auto, a piedi o in moto notavo il loro entusiasmo e la loro invidia, ma nessuno era riuscito a spiegarmi esattamente cosa ci fosse di così speciale qui.
E poi col tempo abbiamo capito che la Patagonia è tutta speciale, perché è un insieme, un continuo alternarsi di paesaggi sorprendenti, strade dritte, strade tortuose, laghi, boschi, torrenti, fiumi, montagne, ghiacciai. E’ un invito a fermarsi ogni dieci minuti e sedersi a contemplare la bellezza e la vastità di una natura incontaminata, affascinante e spietata nella sua imponenza.
E’ la Patagonia della Ruta 40. Strada difficile per le moto, pericolosa, lunghissima, infida. Eppure i pochi motociclisti che abbiamo incontrato erano quasi tutti lì, con le facce segnate dalla stessa sporcizia e fatica, con gli stessi danni sulle moto riparati alla meno peggio, con lo stessa gioia nell’incontrare persone come loro.
La Patagonia dei ghiaioni che ci affondi dentro con tutta la moto, delle buche che ti spaccano le ruote, della polvere che si infila dappertutto e ti brucia gli occhi e le narici, i calli sulle mani, la schiena e le braccia doloranti. Le mille frontiere, gli infiniti chilometri, il sole che non tramonta mai e ustiona ogni lembo di pelle scoperto. Il freddo quando finalmente il sole tramonta.
Il vento della Patagonia, implacabile e sempre presente, maledetto e odiato eppure così inscindibile da questi luoghi da essere ormai accettato da tutti noi. Un vento non solo materiale, ma anche capace di strappare maschere, abbattere divisioni, spazzare via sovrastrutture e convenzioni. Ciascuno di noi come realmente è, il suo meglio ed il suo peggio.
La nostra Patagonia, con le difficoltà affrontate e superate insieme. La nostra Patagonia, con la forza di ridere e scherzare fino a tardi la sera dopo una giornata che nemmeno un minatore di carbone. La Patagonia che ti annoda lo stomaco e ti strappa lacrime quando è il momento di lasciarsi.
La Patagonia. Se è stata una sfida, l’abbiamo vinta noi.
39 commenti »
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A presto Tommygun, grazie di tutto e buon volo.
Tank
Queste tue ultime parole mi hanno veramente emozionato… E’ stato bello seguirvi!
dal racconto traspare tutta la tua / vostra soddisfazione nella buona riuscita di questa impresa.
bel racconto Tommy
Mi ripeterò ma le tue ultime parole trasudano di soddisfazione per una sfida VINTA con la volontà del gruppo, dopo una serie di difficoltà che vi sono accadute incredibile. ANCORA MILLE COMPLIMENTI PER I RACCONTI E LE FOTO EMOZIONANTI.
P.S. Magari se possibile (vi chiederò una dvd delle foto e dei video), sempre che sia possibile.
ciao fabio (farum68 su QdE)
Carissimi, buon volo davvero, anche se forse, il volo vero, di anima e corpo, è stato stare lì. Vi abbiamo letto con emozione e commozione, e in particolare, un grande abbraccio ad Angelo, da cui aspettiamo un racocnto a voce al ritorno
))
Bellissimi racconti , bellissime avventure , sei uno scrittore nato .aspettiamo il tu Ebook
alla prossima
MIKI
buon rientro massimo! il prossimo messaggio sarà via skype…e buon rientro a tutti voi!!
Buon rientro a tutti. Bravo Tommygun, è molto bello leggerti.
Ancora grazie per averci dato la possibilità di condividere con voi queste emozioni.
Buon rientro.
Fabio
Grazie a tutti per le emozioni che ci avete trasmesso tra queste righe. Buon rientro.
Il viaggio che corrisponde al mito.
Bravvi! Bravi!! Bravi!!!
E’ stato molto bello seguirvi a distanza.
Un vero dispiacere per gli accidenti occorsi.
Buon rientro.
Bravissimi e ben tornati!
UN ABBRACCIO ED UN RINGRAZIAMENTO DI CUORE A TUTTI I COMPAGNI DI QUESTA MAGNIFICA AVVENTURA.
Osvaldo Gross
Leggo adesso questo bell’epilogo di Claudio e penso che è proprio quel che avrei voluto dire io.
Potrà sembrare esagerato o anche un po’ spocchioso, ma non ci sarà mai fotografia o racconto che potrà rendere appieno questa incredibile, lunga e dura esperienza.
Io credo che senza aver provato personalmente le emozioni, il dolore, la fatica e l’entusiasmo che questo pezzo di mondo ci ha regalato, sarà possibile solo percepire in parte che cosa abbiamo provato e stiamo provando ancora.
Ho messo piede in casa poco fa e la prima cosa che ho fatto è stata sedermi su una sedia appena chiusa la porta dietro alle mie spalle.
Il flusso vorticoso di tutto quello che ha attraversato gli occhi, la mente ed il cuore sembra non essersi arrestato: sembra incredibile che questo sia un epilogo insomma.
Guardo il muro di fronte a me senza vederlo e al momento la sensazione è che questa sia una breve pausa, una di quelle che ogni tanto ci siamo concessi per riprendere fiato, piuttosto che la fine della storia.
In fondo la storia non finisce davvero qui.
Non finisce perché ogni segno vivissimo e profondo che ci ha segnato l’anima, resterà dentro di noi a ricordarci questi giorni trascorsi insieme a portare a termine qualcosa che è stato ancora di più di un “viaje al fin del mundo”.
La Patagonia è stata ora un pugno nello stomaco, ora una poesia, ora una canzone struggente tanto è bella, selvaggia ed infinita.
Noi siamo stati ben più di un semplice aggregato di viaggiatori e di persone.
Ma forse, in parte, è merito della Patagonia anche questo.
Agli amici che ci hanno letto fino a qui e che hanno partecipato a distanza alla nostra storia di viaggio, vorrei dire di cercare di farlo un viaggio come questo: non c’è altro che possa sostituirsi a partecipare ad una esperienza così.
Agli amici e compagni di viaggio che hanno contribuito a creare questo fantastico gruppo, vorrei dire grazie di esserci stati.
Ora, alla fine del viaggio, so che non avrei rinunciato a nessuno di voi.
S.
Ragazzi, ogni parola ed ogni foto racconta un’esperienza che non può che aver segnato profondamente chi vi ha partecipato. Complimenti per aver vissuto e aver trasmesso emozioni così forti e per essere partiti ed arrivati uniti!
“Il n’ya plus que la Patagonie, la Patagonie, qui convienne à mon immense tristesse..”
Blaise Cendrars
Solo adesso, rientrato in Italia, mi appresto a scrivere le mie prime parole sul nostro blog. In questo modo forse ho cercato di non condizionare le percezioni del viaggio con la lente di chi già c’era stato e per questo possedeva un’immagine già formata di quello che avremmo vissuto giorno per giorno.
Di certo non ci è mancato chi ha saputo restituire le nostre emozioni, sensazioni ed esperienze quotidiane attraverso parole bellissime. Grazie Claudio, grazie per aver spesso rinunciato a riposo, docce, lavori, sulla moto, passeggiate, compere, spuntini e quant’altro per raccontare e raccontarci.
Anche io inizio solo adesso a sedimentare tutto quello che abbiamo vissuto nelle ultime tre settimane, la patagonia è così, ti prende a pugni finchè ci sei dentro, e ne siamo ben consapevoli, ma il colpo più grande lo assesta quando sei lontano, ed è una cosa che continua a crescerti dentro, come un avvelenamento sottile (da calafate?) che giorno dopo giorno ti chiede di tornare.
Una sensazione indefinita come il sospetto di aver abbandonato qualche cosa cui non si sa dare un nome ma che ci chiede urgentemente di essere recuperata. Come i pezzi di cuore che spargiamo per la nostra strada, verrebbe da tornare indietro a raccoglierli uno a uno, anche se sappiamo che non sarà possibile e resteranno lì dove li abbiamo lasciati.
O forse è il contrario?
Forse è la patagonia, con l’assenza così protagonista e presente in ogni momento, che recupera i pezzi dispersi delle nostre esistenze e li ricongiunge?
Resta la malinconia, la stessa malinconia che pervade i versi di molti autori di questa parte del mondo, la malinconia per ciò che abbiamo vissuto, per un mondo fatto di vento, terra, acqua, fuoco e ghiaccio; per il legame ricostituito con ciò che eravamo prima che arrivassero aratro e microchip. La malinconia per quella sensazione di prossimità alle nostre sensazioni più profonde nella lontananza da tutto.
Per tutto questo, come dice Cendrars, “non c’è niente che si addica più della Patagonia alla mia immensa tristezza”
Grazie Claudio per questo magnifico resoconto, e complimenti a tutti voi.
Vi abbiamo letto con tanta emozione e concitazione…
Che gran bel viaggio!!
che dico viaggio?
questo è stato molto più che un viaggio, è stato IL viaggio!
Complimenti a tutti per avercela fatta, per chi ci ha creduto fin dall’inizio che sarebbe stata un’emozione.
Ora aspetto i miei amici (momo e mara) a san siro mercoledì sera con la roma in coppa italia….lì non ci sarà nessun sole a mezzanotte, solo una cifra di freddo e di insulti, visto l’andazzo di ieri
Bentornati
avete avuto il privilegio di vivere una bella esperienza, grazie per averla condivisa un po’ anche con noi.
chissà se avrò mai il coraggio di fare un viaggio così, intanto sogno di poterlo fare e già il sogno è piacevole.
PS; foto, foto, foto, altre foto please….
Grazie davvero a tutti per le belle parole e per averci sostenuto. Grazie anche a Sergio e Ale per quanto hanno scritto qui, va a finire che mi commuovo di nuovo…
Per quanto riguarda le foto: ora che ho un po’ piu’ di tempo e mezzi tecnici adeguati ne carichero’ sicuramente delle altre. Pazientate uno o due giorni.
Claudio.
Ciao ragazzi,
sono del gruppo di Capra Andrea appena rientrato pure io dalla Patagonia con la mia GS1200 ed ho letto il vs. racconto del viaggio rivivendo gli stessi momenti di gioia, emozione e di allegria vissuti con il mio altrettanto splendido gruppo. E’ stato il mio battesimo dello sterrato ed anche se migliaia sono i chilometri che hoi percorso in moto lungo le strade del mondo, questo è stato certamente tra i viaggi più belli, ma anche tra i più impegnativi. Poichè ho condiviso l’ansia per i momenti difficili che avete vissuto lungo il tragitto, volevo condividere con voi tutti anche i gioiosi ricordi di questa straordinaria esperienza patagonica che ha lasciato certamente in tutti noi il desiderio di farne molte altre ancora. Ciao ed alle prossime avventure!
Pier
Del viaggio si è già detto tutto,bellissimo, quindi ringrazio tutti quelli che ci hanno scritto e seguito attraverso questo sito facendocela tirare un po’……. ma soprattutto questo viaggio è stato ancor più bello grazie ad un gruppo di persone veramente speciali che nei momenti di difficoltà si è unito come non mai…………….. spero di poterne fare altri con voi
Bravo Claudio e bravissimi TUTTI.
Una chicca: più o meno consciamente avete raggiunto la zona più temuta in assoluto dai velisti. Dai tempi più antichi a quelli più moderni nei quali abbiamo sentito parlare di “giro del mondo a vela in solitario” da Sir Francis Chichester in poi, chi ha doppiato il Capo Horn, poco più a Sud di dove siete arrivati voi in moto, è entrato nella zona definita “dei quaranta ruggenti” dominata da venti quasi eternamente di almeno 40 nodi e da onde oceaniche in proporzione per cui la barca più grossa in quelle acque acque è poco più di una mezza noce che galleggia … e anche voi, da quello che ho letto, avete vinto la sfida contro i “40 ruggenti” e con solo 2 ruote, fatto questo che secondo me è di altissimo rilievo.
Posso dire solamente . BRAVI!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciao a tutti
Ciao a tutti, mi mancate già “CAZZO”, complimenti Tommy !!
Marcobarry
Che dire….oggi a lavoro pensavo: “Se non fossi partita mi sarei persa tutto questo, le emozioni grandissime, i paesaggi, soprattutto in alcuni punti mozzafiato, le risate” grazie a tutti per aver reso questo viaggio così speciale.
Ringrazio anche mio marito che mi ha sopportato prima del viaggio quando non volevo partire e per aver fatto si che questo viaggio sia stato motivo per me di serenità e tranquillità!
Grazie anche a tutti i miei compagni di viaggio:Claudiuccio, Mascam, Momo, Mara, Barry, Giacomo, Sergio, Giovanni, Andrea, Ale, Mures, Claudio, Elena, Mandu e la mia amichetta Pozzi!
Un abbraccio forte a tutti Maria Novella
Ragazzi, è dura scrivere di un viaggio così, si rischia di eccedere con i superlativi e non trasmettere le emozioni vere.
Stamattina ho chiamato un amico e gli ho raccontato qualcosa, a pranzo ne ho incontrato un’altro e ho raccontato qualcos’altro, ma sempre con un senso di insoddisfazione: ho narrato fatti, ma non ho reso le emozioni, le cose migliori che questo viaggio mi ha dato.
Poi, mentre cercavo una metafora per esprimere il meglio di questo viaggio, un’idea mi ha colpito: ma è il viaggio la metafora!
Una metafora perfetta per illustrare come dovrebbero sempre essere i rapporti umani tra le persone, che in questo viaggio sono stati onesti, cordiali, gentili, affettuosi, all’insegna del rispetto, dell’educazione e della solidarietà. Come direbbe Andrea: embè, tutte ste parole pe ddì che ce semo voluti ‘bbè?
Siamo stati sempre uniti, spalla a spalla sia nel cazzeggio serale davanti a bistecca e vino, sia nel cercare di fare ripartire una moto dopo 10 ore di viaggio e 450 km di sterrato sulle spalle.
Abbiamo diviso pane, sudore ed emozioni.
Non tutti e non sempre, chiaro, siamo esseri umani d’altronde.
Ma questo è il meglio che questa avventura mi ha dato.
Meglio dei panorami mozzafiato, del brivido dei 150 all’ora sulla carretera austral, dell’emozione di un’aquila così vicina che sembra di poterla toccare. Queste cose potrei dimenticarle, le persone con cui le ho vissute no.
Grazie a tutti, torno da questo viaggio con degli amici in più.
Esaurito il pippone sentimentale, passiamo alle cose serie: ma la cameriera del caffè Haiti di Santiago aveva la quinta o era una quarta a pianta larga!?!
Racconto bellissimo, immagine di un sogno che ho e forse mai potrò realizzare.
l’avventura è questo, l’avventura si vive e voi avete vissuto le difficoltà con il giusto spirito. non si litiga con le difficoltà, si accettano, si vivono, si superano.
Come siamo piccoli e fragili, noi,per non parlare delle nostre supermoto, vendute come invincibili. L’avventura ti da’ anche umiltà, dote che non esiste più nel nostro mondo dove essere umili è una debolezza.
scusate questo commento. è troppo lungo, ma avete vissuto una esperienza troppo bella e importante per me
In Patagonia, ci sono stato anch’io, ma senza moto. Da come l’avete vissuta voi invece, nel Vs. intenso viaggio, anche se con maggiori difficoltà, la Patagonia l’avete respirata, sentita, capita ed è dentro di Voi! Spero un giorno poter fare anch’io un viaggio in sud america con lo stesso stile, spirito e situazione. Per ora, mi accontenterò di raccontare la leggenda di raccontare agli amici che ancora al giorno d’oggi si può creare una leggenda!
Ciao a tutti!
Oggi avrei dovute tornare al lavoro ma sono talmente stordita dal rientro dal viaggio che sono rimasta a casa a dormire.
Della Patagonia mi mancano le forme, i colori, il sole che non tramonta mai, le isolate pompe di benzina con i rispettivi gestori (strani soggetti!)… ma soprattutto mi manca “Il Viaggio” e “I Compagni del Viaggio”.
Sono veramente contenta di avere condiviso con voi tante emozioni.
Elena
I sogni a volte si animano.
In piedi sulle pedane nei tornanti della carretera austral o accucciato dietro il cupolino sulla ruta 40 per prendere meno vento.Tutto questo a velocità a volte folli viste le condizioni climatiche.Tutto questo contornato da paesaggi incantevoli che chiedevano ogni volta di essere ammirati.Tutto questo arrivando alla sera stanchi e doloranti.Tutto questo non vedendo l’ora che arrivasse il giorno dopo per ricominciare.Tutto questo insieme ad altre 16 stupende persone,ognuna con la sua particolarità.
Tutto questo riraccontato centinaia di volte la sera davanti ai bei piatti di carne o di pesce.
Tutto questo si è avverato,un sogno!!
Ringrazio e abbraccio tutti gli amici che ho trovato in quei 24 giorni.
Un pensiero ed un abbraccio forte a chi purtroppo non potrà realizzare i suoi sogni.
Hasta la vista.
Andreas69
Caro Claudio-Tommygun questo viaje al fin del mundo è andato ben oltre… fino in fondo all’anima! Grazie a te e a tutti voi anche chi non c’era ha realizzato un sogno, ne sono certa…
Un abbraccio grandissimo
bemntornati… un piacere leggervi
salutatemi que gaio di Mascam… che al pubbe ci dovrà raccontare tutto anzi perchè non passate tutti??
complimenti davvero a tutti voi. un saluto al caro mures. a presto.
AVVISO: sono state caricate parecchie nuove foto, distribuite tra tutte le gallerie. Buona visione e grazie ancora a tutti per i bellissimi commenti.
Cla.
Progettavo questo viaggio da più di dieci anni, quando Ferruccio e Trucci mi comunicarono che stavano organizzando un viaggio verso questa meta agognata mi sono fiondata a parteciparvi. Avevo, pertanto, dopo la lunga attesa, tutte le conoscenze possibili ed immaginabili sul loco e, tuttavia, tutto ciò che puoi immaginare e agognare sulla bellezza e travolgenza della Patagonia non sarà mai sufficiente a farti un’idea, così come sia tu scrittore, fotografo, parlatore etc., non sarai in grado di esprimere e trasmettere quelle che hai visto, vissuto, odorato, toccato (ce lo siamo tante volte detto in viaggio della delusione di chatwin, sepulveda ed altri nella descrizione di questo luogo incantato! Ed è la sensazione comune di tutti noi al rientro nel tentativo di trasmettere le sensazioni vissute) perchè senti che tutto ciò che descrivi che racconti che cerchi di fermare con foto è una briciola di quello che si vive lì e che le sensazioni più intense ed indimenticabili sono quelle che non riesci a raccontare perchè ti hanno sovrastato, ti hanno fatto smettere di respirare e ti hanno lasciato solo davanti alla luce scintillante, alle nuvole disegnate, agli animali padroni incontrastati ma così bonari, all’infinito ventoso che ti sbatte senza sosta ma che ti spinge a stare in piedi e ti dici questa è la vita ragazzi, tutto il resto so’ cazzate, sono stupidi fili d’erba dietro ai quali ci nascondiamo per trovare giustificazioni e vivere poco.
Io già ho vissuto e vivo tanto nella mia vita perchè voglio bermi tutto ma dopo questo viaggio penso che mi scolerò ancora più la mia vita.
Grazie a Claudio veramente per aver riassunto le nostre sensazioni ed avventure (sono tutti entusiasti i visitatori del sito, qualcosa avremo trasmesso), grazie ad Ale per averci portato per i posti incantati che abbiamo visitato, grazie a noi che siamo riusciti a fare gruppo ben presto pur non conoscendoci tutti perchè la Patagonia è questa: un ritorno alla vita primordiale che ti ricorda cosa è essenziale e cosa vada buttato alle ortiche.
“Gli uomini” disse il piccolo principe, “si imbucano nei rapidi, ma non sanno più cosa cercano. Allora si agitano, e girano intorno a se stessi…..” ci ha detto Antoine de Saint-Exupèry che tanto conosceva questi posti: penso che la Patagonia ci abbia dato una mano a capire ed a riprendere il cammino riassegnando le giuste priorità.
Vi voglio bene patagonici e mi mancate.
Manu
E bravo Tommy, come al solito !!!
Tutti avete espresso molto bene le vs. sensazioni, io non riesco, mi mancate e mi manca già il viaggio, siete stati e sarete, spero, dei buoni amici.
Cazzo !!
Alè !!
Barry
Ci sono anche le foto del mio incidente,il 30 dic.
L’euforia di aver passato la prima frontiera verso l’Argentina mi ha fatto fare la discesa a più di 80km/h col risultato che potete vedere.Serratura della valigia alu rotta,telaieto valigia rotto,graffi vari su serbatoio e cupolino,forcella svirgolata e riaddrizzata sul posto.
Ho rischiato seriamente di interrompere un viaggio appena iniziato.
Ah,dimenticavo,io non mi sono fatto niente,neanche un graffio sul casco,quando ho visto avvicinarsi i massi mi sono buttato e sono rotolato.
ho letto e guardato due volte video e foto del vostro viaggio e non posso che farvi i complimenti…..sono stato invitato da due amici, con i quali ho già condiviso un bellissimo viaggio a capo nord ,ad avventurarsi nella terra del fuoco ,ero titubante ,per tanti motivi ,ma mentre vivevo la vostra esperienza mi è salita la drenalina e merito vostro ho deciso che questo viaggio è da fare….Grazie e auguri per le prossime avventure….UN DOPPIO LAMPEGGIO A TUTTI ciao Bruno…