Tierra del Fuego
Questa è l’ultima grande tappa del viaggio, sia per chilometraggio che per cose da fare. Oltre a parecchie centinaia di km infatti abbiamo da superare la frontiera tra Chile e Argentina e prendere un traghetto attraverso lo stretto di Magellano (wow, ma vi rendete conto?), operazioni che potrebbero richiedere molto tempo.
Per questo motivo la sveglia viene data molto presto e il risveglio nel nostro giardino con i nanetti di plastica è traumatico, anche perché nonostante tutto i letti erano comodi e accoglienti ("la miglior baracca in cui abbia mai dormito", commenta ClaCla a colazione).
Nonostante le poche ore di sonno alcune "mani ignote" durante la notte si sono messe all’opera sulla moto di SirJo, ravvivandone il look con alcune modifiche estetiche. Un pupazzetto di Gaucho argentino fa bella mostra di se’ sul parafango, e alcuni mazzetti di fiori (finti e non) sono stati fissati con cura in punti strategici della moto. Il lavoro è completato da artistici fregi di nastro telato americano. Incredibilmente il proprietario della moto non sembra apprezzare affatto, ma sotto la minaccia di ulteriori rappresaglie viene convinto a non togliere nulla.
Quando finalmente partiamo sono le 9. La strada verso Sud è asfaltata e senza particolari difficoltà. Ci fermiamo a fare la prima pausa a … un luogo con delle estancias abbandonate e due relitti di nave incagliati sulla costa dal secolo scorso, erosi da vento e mare e ormai monumento nazionale. E’ qui che incontriamo il grandissimo Luca Piccinini e il suo compagno di viaggio …. Luca era con noi alla Transandina del 2006, sta facendo un giro simile al nostro ma con partenza e rientro da Buenos Aires. Sono già stati a Ushuaia e ora stanno dirigendosi a Nord, verso la Ruta 40. E’ incredibile potersi incontrare qui, nel mezzo di nulla, eppure bellissimo! Ci raccontiamo le reciproche esperienze, li mettiamo in guardia su cosa li aspetta nei prossimi giorni. A loro volta ci dicono che prima di Rio Grande (la nostra destinazione odierna) ci sono circa 100km di sterrato, ma facile. Gli diamo anche un paio di gomme di ricambio per il suo GS 1100 (con 200.000 km!) e lui distribuisce cubetti di Parmigiano Reggiano e altri… generi di conforto. Buon viaggio!
Il traghetto sullo stretto di Magellano si rivela una questione semplice. Ne passano spesso e riusciamo a imbarcarci sul secondo, sotto gli sguardi incuriositi degli altri turisti. Mentre navighiamo sullo stretto veniamo affiancati da un gruppo di piccole orche che seguono la nave saltando fuori dall’acqua. Ci sono anche dei pinguini che nuotano in piccoli gruppi, se ne vedono le teste che spuntano dalla superficie del mare. Fa una certa impressione navigare in mezzo ai pinguini!
Prima del nostro ultimo sterrato facciamo una sosta benzina. C’è da dire che quando facciamo rifornimento in effetti creiamo un po’ di scompiglio, essendo un gruppo di 13 moto (vabbé, ormai 11) che si gettano come avvoltoi su quella che di solito è l’unica pompa del paese. In questo caso però la faccenda si fa divertente perché mentre ci stiamo disponendo in fila si inserisce di forza una Clio strombazzante, evidentemente reclamando il suo posto in fila.
Ne scende un italiano furioso (ahimé, romano) che comincia a inveire contro noi che gli abbiamo fregato il posto. Momo non se lo fa certo ripetere due volte e dopo pochi secondi siamo lì a insultarci a vicenda sotto lo sguardo affascinato del gestore, evidentemente non abituato agli italiani all’estero.
(per la cronaca, abbiamo fatto prima benzina noi!)
Il famoso sterrato non ci pone grossi problemi, non più del solito almeno: camion da superare in enormi nuvole di polvere, qualche curva-trappola col ghiaione in mezzo, ma insomma nulla che ormai non sappiamo gestire in scioltezza. Si viaggia oltre i 100 km/h.
Verso la fine dello sterro, poco prima della frontiera, ci fermiamo per una pausa e Momo arriva accompagnato da una brutta puzza di frizione bruciata. Per qualche motivo il suo GS Adventure (uguale al mio) ha dei problemi con la frizione, che rimane attaccata e crea difficoltà a scalare le marce. Visti i precedenti si teme subito il peggio, anche se la sua per ora va. Non potendo fare molto lì per lì si decide di scaricare la moto il più possibile, Mara diventa la mia passeggera e si cerca comunque di passare la frontiera e arrivare a Rio Grande (mancano meno di 100 km). Poi lì si vedrà. Mentre siamo lì a decidere queste cose passa un brasiliano su una BMW RT che è partito da Ushuaia e fa il giro inverso al nostro… in bocca la lupo, se fa le stesse strade con quel bisonte stradale ne avrà davvero bisogno!
Anche l’ultimo controllo doganale scorre via senza problemi. Alle autorità non importa poi tanto della moto di Mandu e ci lasciano uscire (dal Chile) ed entrare (in Argentina) senza battere ciglio. Pochi metri dopo la frontiera ricomincia l’asfalto e questa volta durerà fino alla fine del viaggio. Polvere addio!
Rio Grande è un posto di nessun fascino, e comunque non abbiamo molto tempo per gironzolare. A Ushuaia mancano solo 200 km, quest’idea anziché rallegrarci ci rende consapevoli del fatto che il viaggio sta finendo. Per quanto molti di noi siano obiettivamente stanchi e provati, per quanto molte moto si reggano insieme con qualche difficoltà, l’idea del ritorno alla vita civile è difficile da accettare, nel bene o nel male.
In ogni caso prima di andare a dormire c’è da lavorare un po’ sul GS di Momo, per cercare di mettere a posto la frizione, che ha continuato a dare problemi dalla frontiera a qui. Viene spurgato il comando, viene smontato l’attuatore per verificarne il funzionamento, viene ispezionato tutto alla ricerca di perdite d’olio o segni di altri guasti. Tutto inutilmente, purtroppo. Il problema è all’interno del gruppo frizione e non abbiamo il tempo e i mezzi per smontare tutto. Domani Momo cercherà di usare il cambio meno possibile, in qualche modo arriveremo.
12 commenti »
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Hahahaha, ma che la tipa sì è innamorata di Sergio?!
))
Voi mi fate sentire fiero di essere italiano…
Complimenti
Che bella avventura, che spettacolare esperienza.
Siete grandi!!! Peccato sia quasi finita.
Finalmente !! Bravissimi tutti, un complimento particolare a Tommygun per la prosa.A quando un libro di esperienze di viaggio? Mi prenoto fin d’ora per l’acquisto
sir jo ha conquistato la croata platinata?????
bravi bravi complimenti a tutti
Avrei voluto…vorrei poter essere lì con voi e festeggairvi come meritate!
Grazie Tommygun per i tuoi bei racconti. Peccato non essere partito con voi!
Kika del Qde
Riesco ad immaginare la faccia del SerJo alla vista della sua moto: hahahahah!
Siete forti, è veramente bello leggervi.
Buona continuazione!
certo che incontrarsi dall’atra parte del mondo dev’essere bellissimo
ahahaha la moto di sirjo…..
Claudioooooooooo, che emozione leggere delle vostre avventura alla fin del mundo!!!!
Io sono appena tornato alla civilta dopo aver trascorso una settimane in mezzo alle ande ai piedi di un ghiacciaio… un pochino vi invidio per essere cosi prossimi a ushuaia…
in bocca al lupo per la fine del viaggio
a presto
mauro
Sirjo ormai ha la Limited Edition della Limited Edition…… una chicca!!
bellissimo racconto , tante emozioni a leggere le vostre avventure figuriamoci a viverle