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11
2009

Partenze

Anziché il trekking inizialmente previsto, che avrebbe comportato tempi troppo lunghi, optiamo per un giro in moto della riserva naturale di Torres del Paine. Mayra e Thiago salgono dietro di me e Ale, Emanuela dietro Giacomo, mentre Claudio e Elena decidono di stare sul furgone, che ci seguirà per il percorso. Gli altri sono ai rispettivi soliti posti tranne Momo, Mara e Mascam, che partiranno più tardi dall’albergo e faranno un giro indipendente.

I luoghi sono belli, con i picchi del Paine a fare da sfondo al panorama e una strada (bianca) tutta curve tra dolci saliscendi in paesaggi collinari. Sorprende la quantità di animali (soprattutto guanachi) che ci circonda e ci nota a malapena. Sembra di essere a uno zoosafari!
Su una collina vediamo anche un condor enorme, che ci osserva con attenzione mentre gli sfiliamo sotto a passo d’uomo. Poi prende il volo, ci volteggia sopra un paio di volte e si posa su una collina dalla parte opposta della strada. Evidentemente ci ritiene interessanti…

Il giro prosegue tra belvedere su cascate, laghetti montani, cime innevate o coperte da ghiacciai. Durante una di queste soste ci rendiamo conto che ci siamo "persi" i Trucci e Mures. Probabilmente sono rimasti indietro a fare qualche foto, ma visto che non arrivano cominciamo anche a preoccuparci un po’. Arrivano molto dopo  con il KTM di Mures caricato sul furgone, si è rifiutato di partire dopo una sosta per motivi da indagare. Per fortuna il mio GS per oggi è stato lasciato davanti all’albergo, quindi il mezzo d’appoggio era semivuoto e tutta la procedura di caricamento e fissaggio si è svolta con relativa calma. Ormai siamo talmente rassegnati a moto che si fermano o si rompono che questi eventi vengono gestiti con una calma sovrannaturale e con una incredibile efficienza.
La moto non va più? Nessun problema: io prendo le cinghie, tu svuota il furgone, tu scendi da quella e guida questa, tu fai il passeggero su quell’altra. Invidiabile, eh?

Pur con una moto in meno proseguiamo il nostro tour del parco. Arriviamo alla Laguna Grey, un grande specchio d’acqua raggiungibile percorrendo a piedi un ponte tibetano in legno molto ballerino e divertente. La laguna è delimitata al suo estremo da un lembo di ghiacciaio, da cui si staccano grossi pezzi di ghiaccio che vanno alla deriva nell’acqua fin verso la riva su cui siamo noi. Sono grossi blocchi di ghiaccio incredibilmente azzurro che si avvicinano al bagnasciuga tanto che sembra possibile toccarli. Tanto possibile che Thiago e Mures decidono di mettersi in mutande e entrare in acqua per andarsi a fare una foto appoggiati al loro iceberg personale, con grande divertimento dei cileni presenti e una certa ammirazione delle donne del nostro gruppo…

Passiamo un po’ di tempo a chiacchierare e crogiolarci al sole, prima di riprendere la strada delle moto, lasciate in un parcheggio insieme al furgone.

E’ il momento di salutare definitivamente i brasiliani. Thiago e Mayra raggingeranno Puerto Natales a bordo del nostro furgone, da lì prenderanno un pulman che li porterà a Punta Arenas, dove hanno l’aereo per casa.
Nonostante in parte ci fossimo già salutati ieri sera, con i rituali scambi di mail e di numeri di telefono, il momento è di grande commozione. Sono stati giorni molti intensi, pieni di difficoltà condivise come se fossimo stati un gruppo fin dal primo momento. In alcuni di noi lasceranno un gran vuoto nei giorni a venire.

A El Calafate intanto anche Mandu sta partendo. Oggi un aereo lo porterà a Buenos Aires, prima delle tappe verso l’Italia. E’ triste non averlo più con noi, ci mancano i suoi commenti taglienti e la sua allegria, la sua mancanza si avverte soprattutto nei momenti di stanchezza in cui ci si ritrova magari in silenzio per qualche minuto: in sua presenza il silenzion non esisteva! Ciao Beppe, se ci leggi in bocca al lupo per la spalla!

La giornata finisce dove era cominciata, all’albergo di Cerro Castillo. Approfittiamo delle ore di luce serali per fare un po’ di manutenzione straordinaria. La moto di Mures viene smontata e ispezionata: ha il bilanciere delle valvole piegato e si decide di caricarla sul furgone insieme alla mia Adventure.

Nel frattempo è anche saltata una guarnizione all’ammortizzatore Ohlins del GS di SirJo, ma per fortuna abbiamo il ricambio.
Per finire c’è l’HP2 di Mascam, che da un paio di giorni ha la ruota posteriore fuori asse, visibilmente inclinata a destra. Le cause sono misteriose, lui stesso non riesce a spiegarsi il motivo. Nonostante tutto pare che non ci siano grossi problemi di sicurezza o conseguenze nella guida. Non resta che sperare che arrivi tutta intera fino a Ushuaia.

Scritto da Tommygun in: Diario di viaggio |

7 commenti »

  • Mayra

    Very tuff day for us…you can’t imagine how hard it was to say goodbye..
    Beijo a todos e boa viajem

    Commento | 14 gennaio 2009
  • Tank

    Ragazzi, ma queste moto non erano votate all’avventura?
    Nonostante i loro altisonanti nomi (Adventure KTM e BMW)e sigle (GS=Gelande Strasse, nonche’ HP2) continuano a sfasciarsi. Ricordo ancora il giro del mondo di Nuzzo in Vespa, negli anni 60…. merito suo o della vespa?
    L’unica a reggere e’la Yamaha Tenere’ del vostro gruppo. Sara’ solo un caso? Spero solo di non tirargliela…
    In ogni caso, voi, ragazzi e ragazze, siete piu’ tosti del duro metallo, roba da super eroi.
    SIETE GRANDI!!!

    Tank

    Commento | 15 gennaio 2009
  • Bierhoff

    non ci sono più le moto di una volta … moto che con un cacciavite e un pò di filo di ferro aggiustavi ogni imprevisto …

    buon proseguimento ragazzi ;)

    Commento | 15 gennaio 2009
  • gianpi

    sempre bello leggervi..
    per l’hp2, avete ispezionato bene i cuscinetti della ruota?????

    ciaoooo

    Commento | 15 gennaio 2009
  • Pittao

    E no dai!!! Pure il KTM no!! Che delusione!!!!!!

    Commento | 17 gennaio 2009
  • Romano

    Come dicevano i BLUES BROTHERS “Quando il gioco si fa duro i duri incominciano a giocare” e voi siete tostissimi ciao Romano

    Commento | 10 febbraio 2009
  • brunao

    viaggio fantastico!!!!!ragazzi siete dei dakariani ola

    Commento | 17 giugno 2009

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