gen
06
2009

Gone with the wind

Ci sono cose impensabili che si possono fare con una motocicletta, un po’ di incoscienza e molta, molta determinazione.

La giornata odierna ne sarà per molti la dimostrazione e senza dubbio rimarrà impressa nelle nostre menti come una delle più impegnative, forse la giornata-simbolo dell’intero viaggio.

C’e’ una piccola parentesi mattutina, la visita alla Cueva de las Manos, un sito con delle pitture rupestri di parecchi millenni fa. Trovate qualche foto nella galleria, quelle in cui abbiamo l’elmetto in testa. Ma il vero obiettivo della giornata e’ un altro, ed e’ molto semplice: dobbiamo arrivare a El Chalten, a circa 400 km da dove siamo noi, Bajo Caracoles.
Purtroppo raggiungerlo non lo sarà altrettanto.

La Ruta 40 è come si vede nelle foto e nelle cartoline: lunghissima, semideserta, una lunga cicatrice in mezzo al nulla che si estende per distanze apparentemente infinte, sempre identica a se stessa attraverso paesaggi lunari: niente vegetazione che superi i pochi cm di altezza, niente case, niente di niente.

Ma ci sono cose della Ruta 40 che non si possono vedere nelle foto e che sono difficili anche da descrivere a parole. Sono due caratteristiche che assorbono le forze fisiche e mentali di chi deve guidarci una moto: il fondo e il vento.

Il fondo è variabile nonostante l’aspetto uniforme, spesso difficile da prevedere con anticipo. Ci sono i soliti dossi di ghiaia, a volte innocui e appena percettibili, altre così alti e larghi da diventare letteralmente invalicabili, a meno di non rallentare fino alla prima marcia, mettere i piedi in terra e scavalcarli con molta attenzione.

Ma il vero problema è il vento. E’ fortissimo, spietato e interminabile. Arriva di lato, quasi sempre da destra, a volte dai tre quarti anteriori, a volte da dietro. Ogni tanto cambia di intensità, ma non cessa mai completamente. Non ho mai guidato in vita mia in queste condizioni. Sto andando dritto eppure la moto sta paurosamente inclinata per contrastare la forza del vento, ho i crampi al collo perché ho i muscoli costantemente tesi per riuscire a tenere la testa dritta, e nemmeno ci riesco. Come se non bastasse ci sono Mayra e Thiago, lei è passeggera sulla moto di Alessandro, lui lo trasporto io. Non è un grande problema tecnicamente, mi pare che con lui o senza di lui farei comunque la stessa fatica bestia per guidare, ma la consapevolezza di essere responsabile per una seconda persona mi fa stare ancora più teso e preoccupato per la strada.

Alcune raffiche sono talmente forti e improvvise che sento le ruote scivolare di lato. Una mi prende talmente alla sprovvista che dalla corsia di estrema destra mi ritrovo improvvisamente in quella tutta a sinistra, tagliando in un attimo 3 o 4 cordoli di ghiaia, rimanendo in piedi non so come. Stiamo andando a velocità comprese tra i 60 e gli 80 km/h, non riesco a usare marce più alte della quarta per la violenza del vento contrario.

Dopo una delle rare curve mi trovo col vento in poppa e succede una cosa stranissima: stiamo viaggiando a 80 km/h eppure cala un silenzio improvviso, tutto si ferma, sembra di essere immobili. Evidentemente il vento corre nelle mia stessa direzione alla mia stessa velocità, creando l’illusione che l’aria sia ferma. Ne approfitto per tirare il fiato. Naturalmente non dura molto, dopo un’altra curva ce l’ho di nuovo di traverso, piu’ violento che mai.

Come un miraggio nel deserto arriva un tratto di asfalto. E’ perfetto, nuovo e liscissimo, siamo commossi e felici. Il vento c’e’ ancora ma meno violento e soprattutto guidare ridiventa facile e possiamo rilassarci. Mi accorgo che da ore sto stringendo fortissimo il manubrio, ho le dita doloranti, come pure il collo e le spalle.

Nel frattempo Mandu -sul mezzo d’appoggio- continua ad accusare forte dolore alla spalla. Thiago è un medico e lo controlla spesso, ha con se’ una buona scorta di antidolorifici e altre medicine, nonché la competenza medica che a noi manca. E’ un ragazzo molto in gamba, si fa in quattro per aiutarci, anche se più di tanto non può fare nelle condizioni in cui siamo. Da quel che vede però sospetta che quella di Mandu non sia solo una brutta contusione, ma che ci sia dell’altro. Decidiamo che la cosa migliore è portarlo in un ospedale degno di questo nome per degli accertamenti e il più vicino è al El Calafate, 100 km oltre El Chalten, che già e’ lontano di suo!

Ma tanto c’è poco da scegliere per cui il furgone, con Mandu, Emanuela e Vella prende la strada per El Calafate, mentre io e Thiago, che nel frattempo siamo rimasti molto indietro insieme a Alessandro (in evidente difficoltà), cercheremo di raggiungerlo per poter essere all’ospedale con loro. Tutti gli altri andranno a El Chalten, come previsto.

Dopo ulteriori km di strada bianca battuta dal vento con cumuli di ghiaia alti decine di centimetri finalmente altro asfalto, ma il vento ormai è così forte che Thiago mi deve tenere il casco con le mani perché io non riesco a tenere la testa dritta! Dopo 30 km percorsi così vedo un cartello che annuncia (di nuovo!) la fine dell’asfalto e comincio ad essere davvero preso dallo sconforto.

Non ce la faccio più. Mancano 100 km a El Calafate, sono le 7 di sera, non abbiamo nemmeno pranzato. Sto pensando a queste cose guidando nuovamente sulla terra battuta quando improvvisamente mi ritrovo col motore in fuorigiri e con la moto che rallenta di botto.

Merda.

Tiro la frizione, chiudo il gas, scalo due marce e cerco di ridare spinta, ma non c’è nulla da fare: il motore gira a vuoto, come se la moto fosse in folle, anche se sono in seconda.
Ho rotto la frizione.
E’ risuccesso quello che accadde a Roma 6 mesi fa, conosco troppo bene i sintomi per sbagliarmi. Il viaggio della mia moto finisce qui.
La consapevolezza è immediata e definitiva. Non ho nemmeno la forza per arrabbiarmi.

Mi fermo, non dico nulla. Thiago scende, mi guarda, non capisce.
Glielo dico: "I’m sorry, the clutch is gone. It’s broken. We can’t fix it. It’s over."

Ok, bisogna trovare una soluzione. Poco prima ho visto una specie di fattoria vicino alla strada, forse potrei riuscire ad arrivare fino lì a spinta e lasciare la moto per la notte. poi potremmo trovare un passaggio fino a El Calafate, ogni tanto qualche macchina passa. Stiamo discutendo di questo quando da dietro di noi sbuca il nostro mezzo d’appoggio! Non era davanti anoi come pensavamo, perché si erano fermati proprio alla fattoria (che in realtà è un albergo) a causa di Vella, che nel frattempo si era sentita male con lo stomaco (cominciamo a sopettare che questa giornata non finirà mai).

Allora, facciamo così: il furgone scaricherà Vella all’albergo, Thiago salirà col furgone con Mandu per andare a El Calafate, io spingerò la moto fino all’albergo (tanto è abbastanza vicino) e poi io e Vella prenderemo un pulman per tornare a El Chalten dove nel frattempo dovrebbero essere arrivati tutti gli altri.

E’ un piano sensato e perfetto, solo per un piccolo difetto che scoprirò poco dopo: spingere la mia Adventure fino lì sarà un’impresa titanica, portata a termine non so nemmeno io come. Mi ritrovo da solo su un cavolo di falsopiano in salita, tra sassi e terra, con la moto con valigie, bagagli e il pieno di benzina e per finire… vento contrario a raffiche. Ci ho messo un tempo infinito per coprire i 300 metri più lunghi della mia vita, spingendo per non più di 5/10 passi alla volta e poi fermandomi 5 minuti riprendere fiato sperando di non morire d’infarto, con le arterie che mi martellavano nel collo. Ce l’ho fatta solo per disperazione.

Mi rendo conto che questo racconto ha gia’ da molto superato la lunghezza sopportabile da un essere umano, quindi riassumo il resto.

Io e Vella siamo riusciti a tornare a el Chalten in pulman, distrutti ma tutti interi. La moto è rimasta nel cortile dell’albergo, l’andremo a recuperare domani. Tutti gli altri sono arrivati al Chalten sani e salvi, quando siamo arrivati avevano anche già cenato.
Il furgone con gli altri è arrivato al Calafate, Mandu è stato visitato e sottoposto a raggi X. Testa dell’omero fratturata. E’ stato dimesso perché per il resto sta benone, ma sarà necessario operarlo quanto prima per mettere a posto l’articolazione. Per lui purtroppo rimane solo il rientro anticipato in Italia.

A quanto pare da domani avremo un pilota senza moto e una moto senza pilota.

 

Scritto da Tommygun in: Diario di viaggio |

35 commenti »

  • miki

    Minkia ……………. cosa dobbiamo dirvi ,racconto emozionante .Forza ragazzi
    Miki

    Commento | 8 gennaio 2009
  • fabio

    ciao ragazzi sto seguendo con molta attenzione il vostro viaggio e non sapete quanto mi dispiace leggere delle vostre disavventre, ma sappiate che come me, vi seguiamo tutti con trepidazione e sono convinto che da qui` in poi andra’ sicuramente meglio. FORZA RAGAZZI! ciao fabio (farum68)

    Commento | 8 gennaio 2009
  • lucar

    che avventura epica!
    in bocca al lupo! mi fate trepidare!

    Commento | 8 gennaio 2009
  • Paola

    Certo la testa dell’omero fratturato non ci voleva, specialmente in una tappa così faticosa… Auguri al povero Mandu, per gli altri buon proseguimento. Quello che è assicurato è il divertimento in ogni caso! Sicuramente il divertimento è anche nostro a potervi seguire in diretta, grazie perchè Giacomo non mi farà ertamente racconti così dettagliati………
    Paola

    Commento | 8 gennaio 2009
  • Alberto

    Giornata pesante, mi spiace molto per spalla Mandu e frizione Tommygun.
    Coraggio.
    Alberto

    Commento | 8 gennaio 2009
  • Federica

    Mi spiace per Mandu e per il suo rientro anticipato.
    Che dire … in bocca al lupo e buon proseguimento!!!!
    Federica

    Commento | 8 gennaio 2009
  • Stringete i denti ragazzi! Vi seguo con affetto ed un pizzico di apprensione, ma vedo che il carattere non vi manca.

    Un abbraccio forte!

    Commento | 8 gennaio 2009
  • Letto tutto di un fiato…racconto da pelle d’oca.
    Ci dispiace veramente per tutti questi imprevisti e ostacoli.
    Un abbraccio

    Lele e Titti

    Commento | 8 gennaio 2009
  • Corrado

    Mamma mia se questa non è una avventura con le palle!
    Coraggio

    Commento | 8 gennaio 2009
  • yuri

    Forse ho riconosciuto il mio ciginastro Andrea inginocchiato affianco alla sua moto :-D …il tuo viso mi sembra felice mentre mentre girovaghi su quella terra stupenda…e sta cosa rende felice un po’ anche me…buon proseguimento a tutti voi!!!

    Commento | 8 gennaio 2009
  • Terry

    Beh, mi dispiace… per alcuni di voi questa giornata sembra andata ben oltre la piacevole avventura che questo viaggio prospettava…credo abbiate messo tutto in conto, ma spero domani vada meglio…
    Massi, di te so meno, a parte che sei arrivato incolume alla meta odierna!beh,molto bene direi!
    Io sono sommersa dagli scatoloni e non so come condensare 9 mesi in 30Kg!Sono bravissima a concentrare grandi volumi in piccoli spazi(sai di cosa parlo!), ma il limite di peso è davvero difficile da gestire!Per il resto spero Vito mi aiuti con il trasloco (te la sei data a gambe anche quest’anno, eh??) e spero di riuscire a fare tutto in tempo entro l’ora X. Poi confronteremo le avventure :-)
    Un bacio grande e saluti a tutti!!

    Commento | 8 gennaio 2009
  • Babbo di Ale

    La foto 6 descrive appena il fondo stradale e il vento. Impressionante! Siete veramente forti. Auguri a Mandu per la spalla. Speriamo che da ora in poi sia veramente una vacanza.

    Commento | 9 gennaio 2009
  • Tank

    Tommygun, stamane mi son collegato subito, avevo come un presentimento… Ho letto tutto d’un fiato. Mi chiedo come tu faccia a trovare anche il tempo per raccontare e descrivere cosi’ bene quanto ti/vi accade.
    Faccio tanti auguri a Mandu e….mi sento molto vicno anche a te, per le vicissitudini della tua moto.
    Ma a questo punto, visto che cé’ una moto libera….
    Vabbe’, fateci sapere, attendiamo con trepidazione le ultime novita’.

    Antonio

    P.S. ma come e’possibile che la frizione di una ADV. 1200 ceda per ben due volte nel giro di pochi mesi…mah…

    Commento | 9 gennaio 2009
  • Francesco

    Veramente bellissimo ed emozionante il racconto di questa tappa! Riuscite a trasmettere le vostre avventure, le gioie e le peripezie in modo fantastico! Non mollate ragazzi!

    Commento | 9 gennaio 2009
  • Ilary - amica momo&mara

    CAZZO, ho sofferto e trepidato con voi nel leggere questa avventura…
    mi spiace tanto x mandu e per il suo infortunio.
    il vento poi….è la peggior forza della natura con cui combattere.
    forza e coraggio , non vi arrendete, fate di questo viaggio, con le sue insidie , una esperienza GRANDIOSA.
    Vi ci vorrebbe del gran riposo….

    MOMO : lunedì 12 inizia la prevendita x gli abbonati x i bigli di inter-manchester…come sei messo? hai lasciato tessere a qualcuno?
    Posso fare qualcosa? FAMMI SAPERE MI RACCOMANDO!!!
    Baci
    ilary

    Commento | 9 gennaio 2009
  • Bierhoff

    porca vacca …

    Commento | 9 gennaio 2009
  • Bobbina !!!

    CIAO TUTTI !!!!

    finora non avevo mai scritto … ma vi stavo chiaramente leggendo tutti i giorni ….
    inutile soffermarmi sui ricordi e su quanto mi manchiate… :-)

    ho deciso di scrivere oggi … perchè non potevo non “partecipare” a quanto avvenuto ….
    inizio chiaramente dalla Testa dell’omero fratturata…. porca p********a che sfiga !!!!!
    immagino il dolore …. e la difficoltà connesse nello stare in ambiente non facile … IN BOCCA AL LUPO !!!

    … e ora Claudio ….
    ho sparato tanti di quelle parolacce mentre leggevo ….
    non è possibile…. proprio sfigata questa moto ….
    penso che quando torni dovrai fare un bel pacchetto e inviarla direttamente in Germania …..
    e magari guidando un R80 …. ti rinnamorerai di moto più “piccole” e “semplici” :-)
    cmq … non riesco a non bestemmiare io pensandoci ….

    In bocca al lupo per tutto ….
    un saluto a tutti gli alti !!!!!!!
    e buon viaggio !!!!

    Luca … detto “er bobbbina” …

    Commento | 9 gennaio 2009
  • Jive

    Potrebbe essere la sceneggiatura di un telefilm, e sarebbe appassionante. Ma sono spalle vere, e frizioni vere. Mi dispiace, ma so che ve la caverete benissimo come sempre!

    Abbracci a tutti, anche a quelli che non conosco.

    Jive.

    Commento | 9 gennaio 2009
  • mavi

    ma questo è malocchio! (“e questo no?” cit.).
    In bocca al lupo, ragazzi!

    Ciao
    Mavi

    Commento | 9 gennaio 2009
  • Fabrizio

    cavolo Claudio, sono veramente dispiaciuto…vi sto seguendo da quando siete partiti e non mi immaginavo un epilogo cosi triste per la tua moto.
    dai che il viaggio ancora non è finito e chi lo sa che lungo la strada troverai qualche sorpresa!
    un augurio di buona guarigione anche all’infortunato che non conosco e a tutta la banda.
    lamps
    fabrizio

    Commento | 9 gennaio 2009
  • ettore (torecipo)

    ….In bocca al lupo a Mandu e coraggio che ci ritorni in Patagonia per finire il viaggio

    Commento | 9 gennaio 2009
  • Enrico

    Forza ragazzi le avversità non mancano ma l’avventura è proprio questa . forza non mollate !!!!! ciao enrico

    lo svasso

    Commento | 9 gennaio 2009
  • gli zii dal chianti

    CHE BRAVI …CORAGGIO..AUGURI A MANDU’ TUTTO SI RISOLVERA’ ANCHE SE NON VEDRA’ LA META SOGNATA
    UN GROSSO .AVANTI TUTTA
    GLI ZII DEL CHIANTI

    Commento | 9 gennaio 2009
  • vadocomeundiavolo

    ciao ragazzi.

    porto dei saluti a pennanera,da parte di davide,il suo istruttore di box.

    foto bellissime.

    Commento | 9 gennaio 2009
  • Andrea GSTourer

    Ciao a TUTTI in bocca al lupo e buona continuazione

    Commento | 9 gennaio 2009
  • Ciao Giovanni, non capisco bene se ti arrivano le mie e-mail, ma lo stesso ti scrivo. Continua così, io ti seguo in piedi sul divano, con partecipazione e una punta “Arenas” di invidia: luci accese anche di giorno, casco in testa ben allacciato e … prudenza, sempre!!!!!!
    Paolo Meniconi

    Commento | 10 gennaio 2009
  • Franco St4s_abs

    Ho letto solamente ora il resoconto di questa tappa e non ho parole.
    Claudio,coraggio ma mi consola il solo pensiero che perlomeno non ti sei fatto male: la moto si aggiusterà anche se sentirsi traditi (e per la 2a volta, della prima non me lo avevi detto) dal proprio amore a 2 ruote è molto avvilente.
    La descrizione che hai fatto è come sempre avvincente e sono arrivato in fondo senza prendere fiato, poi ho dovuto rileggere per assimilate il tutto: altro che sceneggiata! Una vera avventura.
    Da parte mia molto dispiacere anche x Mandù, che non conosco come pure gli altri che avrei piacere di incontrare prima o poi, al qual faccio carissimi auguri.
    Pure io immagino che forse proseguirai sulla R80 ora senza pilota.
    I tuoi reportage sono veramente degni di essere letti e riletti: incredibile il fatto che ti sei dovuto fare sorreggere la testa per il vento, che pure io ho provato ma non di quella forza ad in quanto allo spostamento sulla carreggiata io sono stato “traslato” in un attimo di circa un metro, ma fortunatamente il tutto su fondo stradale asfaltato.
    Ora avete provato anche l’ebrezza di fare due attività sportive piuttosto diverse nello stesso momento: motociclismo e vela! Infatti avete seguito rotte di “bolina”, “traverso”, “lasco” e “poppa” e siete pure stati bravi a non “scuffiare”.
    Auguri e complimenti a tutti, ora il grosso è fatto ma non rilassatevi e rimanete concentrati, poi alla fine ci saranno i festeggiamenti.
    ciao ciao

    Commento | 10 gennaio 2009
  • bobo64

    Forza ragazzi,avanti tutta siete tosti.Spiace moltissimo per la moto….se non e’ sfiga questa!!!!!
    IN BOCCA AL LUPO!!!!

    Commento | 10 gennaio 2009
  • Ragazzi tenete duro, tanti auguri a tutti e specialmente a Mandu.

    Commento | 10 gennaio 2009
  • Sovi

    Coraggio cla cla, che quando torni buttiamo l’adventure e ci compriamo un’avventurosissima macchina;)
    In bocca al lupo a tutti e buon divertimento

    Commento | 10 gennaio 2009
  • Luca

    Letto tutto d’un fiato anche io, ha dell’incredibile, certo che dalla scrivania a queste avventure il passo è proprio grande!
    Tenete duro e non rischiate troppo!
    Un grande in c@@o alla balena!

    Commento | 11 gennaio 2009
  • ste02

    ciao ragazzi, un saluto affettuoso a tutti!!!!!!!!!!!!!!!
    Forza che appena passa questo brutto inizio poi sarà bellissimo!

    Commento | 11 gennaio 2009
  • Beemer2V

    in bocca al lupo Mandu!!!

    e buona strada a tutti!

    ciao,

    Gio

    Commento | 12 gennaio 2009
  • Alessandro

    In bocca al lupo a tutti voi!
    Queste situazioni mi fanno sempre venire in mente quell’episodio del film “I Nuovi Mostri”, con Alberto Sordi che interpreta l’aristocratico dissoluto che soccorre un poveraccio che ha avuto un incidente e dice pressappoco: “Accadde anche a me molti anni fa, quando facevo il navigatore solitario…giorno e notte tra mare e cielo…in piena meditazione a contatto con la natura…e’ allora che capisci quanto sei sxxxx a compiere queste imprese che non servono a un cxxxx!”
    Buon viaggio! :-)

    A.

    Commento | 12 gennaio 2009
  • Matteo

    Ragazzi complimenti!!Tenete duro…..
    Non vi conosco di persona, ma leggervi ogni giorno è davvero una cosa splendida….
    Grazie per il “viaggio” che ci state regalando!!!

    In bocca al lupo
    Teo

    Commento | 12 gennaio 2009

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